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"Senza giustizia: quando la CEDU dichiara Inammissibili i Ricorsi Senza Spiegare il Perché"

  • lawfirmmascolo
  • 25 ott 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 11 gen 2024




La Corte Europea per i Diritti dell'Uomo è un organo giuridico di grande rilevanza che si prefigge di tutelare i diritti umani in Europa. Tuttavia, negli ultimi anni, sono emerse preoccupazioni riguardo alle decisioni della Corte, in particolare in merito alla dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi individuali senza una motivazione specifica e chiara. Questa pratica, che sembra essere diventata sempre più frequente, solleva domande importanti sul funzionamento della Corte e sulla tutela effettiva dei diritti umani.

L'inammissibilità dei ricorsi individuali senza una motivazione adeguata ha portato a una crescente sfiducia nei confronti della Corte. Questa mancanza di trasparenza e giustificazione per le decisioni può lasciare i cittadini europei in uno stato di sconforto, facendo dubitare della capacità della Corte di garantire giustizia e tutela dei diritti fondamentali.

Si sospetta che dietro questa pratica ci sia un tentativo di ridurre l'arretrato di casi pendenti presso la Corte e di affidare i ricorsi individuali ai giudici singoli, i quali sembrano non approfondire a sufficienza le questioni presentate, dichiarando inammissibile un numero significativo di casi. Questa pratica può portare a un'ulteriore ingiustizia per il cittadino, che si rivolge all'organo giuridico europeo per eccellenza per ottenere giustizia, solo per ricevere un diniego di giustizia senza una spiegazione adeguata.

Un caso concreto che illustra questa problematica è quello di un cittadino italiano residente in Polonia. Questo individuo aveva subito gravi violazioni dei suoi diritti umani, tra cui violazioni del domicilio, violenza privata, omissioni di atti d'ufficio da parte della polizia e diffamazione. Le prove audio e video documentavano chiaramente queste violazioni. Nonostante le prove schiaccianti e le gravi violazioni dei diritti umani subite, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo. In basso la decisione della corte

Ciò che è particolarmente sconcertante in questo caso è che il giudice unico incaricato della decisione, un giudice di Budapest, ha emesso questa sentenza senza fornire alcuna motivazione adeguata. Questo ha comportato che il cittadino italiano rimanesse senza giustizia per la seconda volta, questa volta direttamente per mano di un organo giuridico così prestigioso come la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo. L'assenza di una motivazione chiara ha lasciato il cittadino con molte domande e senza alcuna speranza di ottenere giustizia.

È evidente che questa situazione non è accettabile e richiede un cambiamento nel sistema. È essenziale che le istituzioni giuridiche, soprattutto quelle di così alto profilo come la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, siano trasparenti nelle loro decisioni e forniscano spiegazioni chiare quando dichiarano inammissibili i ricorsi. Questo è fondamentale per garantire la fiducia dei cittadini europei nel sistema giuridico e per proteggere adeguatamente i loro diritti umani.

In conclusione, la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo è chiamata a rivolgere attenzione a questa pratica di dichiarare inammissibili i ricorsi individuali senza motivazioni specifiche e chiare. La mancanza di trasparenza e di giustificazione nelle decisioni può minare la fiducia nei confronti della Corte e compromettere la sua missione di proteggere i diritti umani in Europa. È urgente che si adottino misure per garantire una maggiore chiarezza e trasparenza nelle decisioni della Corte e per garantire che i cittadini europei ricevano la giustizia che meritano. . Non dovremmo sorprenderci che le guerre abbiano spesso origine da situazioni di ingiustizia, soprattutto quando questa ingiustizia è perpetuata da organi istituzionali che dovrebbero essere garanti della giustizia stessa. Quando questi organi giudicanti si rendono colpevoli di corruzione, inosservanza delle regole e procedure ingiuste, essi contribuiscono in modo significativo alla creazione di ingiustizia nella società.

L'ingiustizia perpetuata da organi giudicanti compromette la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, e può portare le persone a cercare giustizia in altri modi, inclusa la protesta e talvolta la violenza. Quando le persone percepiscono che il sistema giudiziario non è in grado di garantire la giustizia e che coloro che commettono ingiustizie non vengono puniti, possono essere spinte verso una crescente insoddisfazione e dissenso, aumentando il rischio di conflitto.


Avv Francesco Saverio Mascolo






 
 
 

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